Conclusioni, generalizzazioni e forzature
1. la cooperazione. I cooperanti si dividono principalmente in due categorie, c'e' chi parte per lasciare qualcosa e c'e' chi parte per andare a cercare qualcosa. Il motivo comune e' il viaggio, il fascino di scoprire qualcosa di nuovo tuttavia senza necessariamente mettere in discussione la propria quotidianita', racchiusa tutta in una valigia. Il cooperante difficilmente passa piu' di qualche anno in un posto perche' alla fine diventa comunque noioso. Quando si parla di cooperazione cinismo e sarcasmo divengono le scatolette preferite entro cui ogni racconto, ogni spiegazione viene racchiusa.
2. la sobrieta' e' un concetto occidentale che morira' in occidente. In Etiopia non c'e' traccia di tutto cio' e, riflettendo bene, la motivazione diventa autoevidente. Il concetto di sobrieta' rimanda ad un surplus, per lo piu' materiale, cui viene fatta rinuncia per ragioni per lo piu' etiche o ideologiche. La semplicita' del vivere qui e' dettata dall'assenza di ogni tipo di surplus, mancando spesso le condizioni materiali di base per vivere e sostenere una vita decente. Ogni conquista e passo in avanti divengono feticcio di una modernita' tanto attesa e ammirata.
3. lo sviluppo. Le critiche che generalmente vengono mosse alla grande macchina internazionale dello sviluppo da un punto di vista generalizzante e accademico hanno spesso poco o nessun valore nella realta' del field, nel lavoro sul campo. D'altro canto divengono palesi altri e piu' semplici problemi, a cui spesso non viene dato peso. Sono i problemi della vita quotidiana, del rapporto faccia a faccia con questi benedetti destinatari ipotetici delle politiche dello sviluppo. Naturalmente fa riflettere ed è divertente lo stacco e i paradossi che si creano tra il dire e il fare.
- la musica. Solo alcuni cenni. La tradizione etiope è densa di musiche e danze. Ricostruendo i vari filoni (distinti prevalentemente da elementi ritmici) è possibile tracciare un quadro storico pressocchè completo del paese, dell’interazione tra le etnie, le storie di dominazioni e resistenze, tutto raccontato e tramandato nella maniera più semplice e bella, l’arte tradizionale. Naturalmente sarebbe un lavoro enorme, ma mi sembra interessante cominciare ad interessarsi in analisi diverse da quelle canoniche per capire storia ed esgenze di un popolo. Vi sto parlando di uno dei principi cardine della Cooperazione Creativa. Da un punto di vista più tecnico sorprende la totale assenza di costruzioni e strutture armoniche. Esistono quattro principali strutture modali, costituite da altrettante scale pentatoniche dalle sonorità veramente dure, Tizeta, Batti, Amchioyhe, Ambassel.












